11/11/2008
LO SPORT E'VITA
che a mantenere una buona forma, mi permetteva di creare uno stacco alla fine ritornavo stanco ma carico, pronto a ricominciare. Dopo l’incidente avevo visto dei ragazzi che mi dicevano che si poteva essere sportivi anche se si era in carrozzina ho provato anch’io. Mi sono iscritto a una polisportiva più che altro per vedere come funzionavano le cose, una realtà che mi ha lasciato esterrefatto non avrei mai immaginato che pur essendo in carrozzina si potessero fare tagolf, ippica, tiro a volo, equitazione, tiro con l’arco, vela, scii ecc ecc…
Non è stata in ogni caso la varietà delle attività che mi proponevano ma la possibilità di conoscere e confrontarmi con persone che vivevano le mie stesse difficoltà attraverso lo sport ho reimparato a divertirmi dopo aver capito che io e il tennis, il basket e altre svariate discipline sportive non eravamo compatibili ho puntato sul mio vecchio amore solo che invece di pedalare la bici si spinge con le braccia. Pur non essendo un grande agonista (non aspiro a paralimpiadi) ho avuto la soddisfazione di partecipare a parecchie maratone, Venezia, Berlino, N.Y, Padova e al di là dei risultati alla fine è sempre una gioia per questo mi sento di dire che lo sport è VITA
19:28
Scritto da: maodp
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31/10/2008
Dolore e etica
Da quando ho avuto l’incidente, sono uno dei prediletti da Dio, soffro di dolori neurologici, che a volte nonostante tutto non riesco a tenere sotto controllo. All’inizio quando andavo dai medici dopo gli esami clinici tac ecografie, risonanze, ecc.., mi sentivo dire che non avevo malattie gravi, in quei momenti speravo che mi trovassero qualcosa, almeno davo una giustificazione al dolore, la sensazione è spesso quella di non essere creduto, neanche da chi ti è vicino. Dolore significa non poter fare progetti, passare le notti guardando il soffitto sperando che arrivi presto la mattina e all’alba augurarsi che il giorno finisca in fretta, dire che tu resti in casa, perché non hai voglia di uscire, rispondere che va tutto bene anche se non è proprio così, i rapporti spesso sono tesi quando sto male non riesco ad essere un gran giocherellone, mi sentivo in colpa con i miei figli con mia moglie, non volevo far pesare la mia situazione, mi sarebbe piaciuto almeno un aiutino da dio ma si vede che in quei momenti era troppo impegnato, (poi io di solito lo disturbo per ringraziare). Dopo un po’ di tempo ho trovato un medico che si occupa di terapia del dolore (forse in questo dio mi ha aiutato,) che appurato che non soffrivo di problemi psichiatrici mi ha proposto una terapia con oppiacei mi sembrava di volare, ho ricominciato a VIVERE a riscoprire la voglia di stare con gli altri, con la sofferenza si è soli,senti gli altri lontani i pensieri sono negativi si è lontani da tutto e da tutti. Scusate se quando sento certi discorsi mi girano le palle
17:50
Scritto da: maodp
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28/10/2008
A proposito di PARCHEGGI
in carrozzina rappresenta una cosa quasi indispensabile per chi punta all’autonomia, il poter andare dove si vuole da soli, fare le tue cose, arrivare dove vuoi, senza dover chiedere. Puntare all’autonomia non è solo riuscire a vestirsi e andare in bagno. AUTONOMIA SIGNIFICA, CHIEDERE IL MENO POSSIBILE, “PER PIACERE”.
Con l’aiuto della tecnologia il guidare diventa facile, il caricare e scaricare la carrozzina se hai le braccia buone si impara, insomma tutto potrebbe sembrare relativamente semplice, il PARCHEGGIARE invece spesso si trasforma in un incubo.
La prima scommessa è quella di trovare un posto per disabili libero, non riesco a capire come mai da noi i disabili siano dotati di regolari enormi suv e di tacchi a spillo da 14 cm, molto probabilmente danno permessi come optional su un certo tipo di auto o sulle scarpe.
Se per caso uno ha la fortuna di trovare un parcheggio libero, non bisogna pensare che le difficoltà siano finite, spesso c’è qualcuno che non sa dove mettere la bici o il motorino, quale posto migliore che metterli nelle righe gialle vicino alla tua portiera.
I primi periodi tornavo a casa spesso incazzato, a volte mi passava la voglia di uscire, ora ho una tecnica, anche la mia serenità è importante.
Uno ho imparato che se metto l’auto dietro ha uno che non ha il permesso non commetto nessuna infrazione, due, che avvisare i vigili su chi ne approfitta si fa solo del bene (se hai una macchina da 50000 euro non ti costa poi molto pagare una multa e la decurtazione di due punti sulla patente.)
Se qualcuno ti dice una balla per giustificare il fatto che ha parcheggiato nei tuoi posti riservati pur non avendone il diritto, fallo sentire in colpa, una figura di merda, magari davanti agli altri spesso si ricorda, e forse aiuta ad assumere un comportamento più educato in futuro.
Disinserire i comandi degli ausili, se qualcuno ti mette troppo vicino la sua auto male che ti vada è più facile trovare persone che ti sposta la macchina.
Quello che è importante è uscire quando vuoi se vuoi, non pretendere di più di quello che ti spetta, ma esigi con forza i tuoi diritti, anche dalle piccole cose come un parcheggio si combatte per la nostra dignità, con il passare degli anni ho visto più gente che spesso ti da una mano quando ti vede in difficoltà, senza che tu debba chiedere nulla, ma a volte bastano pochi cretini per renderti complicata la giornata.
A volte mi viene il dubbio che siano quegli individui che pensano che chi è un diversamente abile debba stare in casa con la copertina sulle gambe.
LA MIA NUOVA BATTAGLIA SARA’ PER IL DIRITTO AL PERMESSO DI PARCHEGGIO A TUTTA LA CATEGORIA DEI MONONEURONICI.(A pensarci bene mi sa che non troverò più posti liberi)
18:10
Scritto da: maodp
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